Fogli sparsi, Racconti

La sparizione del gatto

Ha guardato sotto i letti, tutti, e sotto ai divani. Ha acceso anche la piccola torcia del cellulare e visto piccole sacche di polveri, ma nessun gatto.
L’altro gatto, quello non sparito, non accenna nessuna preoccupazione o empatia per quella mia ricerca inutile. Se il gatto è davvero scomparso forse l’altro presente dovrebbe dare dei segni, come a confermare l’eventualità? Non sono affatto sicuro, si ripete. Continua a leggere

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Racconti, San Frediano (2013-2015)

Un terribile amore per il meteo

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Mia madre accende il vecchio televisore utilizzando due telecomandi, ma lo schermo rimane nero a lungo e prima si sentono solo le voci. Dopo alcuni minuti cominciano a vedersi le prime figure.

«È vecchia» dice mia madre, «è per questo che fa così. Ma funziona ancora bene».
Ne parla come se parlasse di sé.
All’ora di cena il vecchio televisore acceso e sullo schermo il meteo regionale.
Suonano di sottofondo musiche andine, mentre la voce di un generale dell’aeronautica ci guida nei recessi del tempo atmosferico: il più sottovalutato degli argomenti.
«Proprio un bell’uomo», fa mia madre «il tipo che piace a me» Continua a leggere

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Racconti, San Niccolò (2015- 2017)

Una storiella buffa sullo shampoo

Mentre ero in doccia e pensavo a un certo livello che non sarebbe dovuta finire mai (il getto caldo era come aveva detto Diana: una forza purificatrice divina, come a dire letteralmente Dio, e non in modo figurato, ma in senso stretto) a un certo altro livello io pensavo che la cosa più rischiosa in casa mia era che shampoo utilizzare per lavarsi i capelli.
Sì.
C’erano alcuni shampoo in barattoli ampi, con colori appariscenti: quasi sempre quelli erano i miei shampoo e, quasi sempre, erano finiti. Nessuno li aveva buttati nella raccolta differenziata, nessuno si era accorto oltre a me che erano finiti, e quindi erano rimasti lì. Non era nemmeno la prima volta che quello shampoo me lo trovavo tra le mani e nessuno che aveva mai pensato a buttarlo via, tantomeno a ricomprarlo.
Il pensiero successivo era di ignorare ulteriormente la cosa e vedere fino a che punto poteva arrivare quella situazione.
Voglio proprio vedere. Continua a leggere

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