San Niccolò (2015- 2017)

L’amore, io credo, sia una cosa così

L’amore, io credo, sia una cosa così:
ci son due
che siano maschio e femmina è uguale
che siamo io e te, anche questo è uguale.
Vivono in questa casetta.
C’è un bagno
come spesso succede
C’è una doccia
C’è un rubinetto
Tutto normale.

Quando lei fa la doccia lui non apre mai l’acqua
del rubinetto
perché quando lui fa la doccia
lei l’apre,
mica per cattiveria, è solo che fa più cose di lui:
lei prepara la cena,
c’è una pentola d’acqua
da far bollire.
Per questo lui sa che se apri l’acqua del rubinetto,
dalla doccia esce sbilenca
per metà calda,
e per metà niente.

Allora
e qui sta il punto di tutto il discorso
lei non saprà mai, non c’è modo che lo scopra,
mai,
pure se dovessero abitare in eterno,
lei non sospetterà niente, neanche lontanamente:
perché quando lei fa la doccia
lui non apre mai l’acqua,
e quando lui fa la doccia
con l’acqua sbilenca,
poi non va mai da lei
a dirle niente.

E questo insomma sarebbe l’amore:
una cosa così:
una cosa di dire e non dire,
non penso una carineria
dico una cosa di dire e non dire.

 

Pubblicato su Verde Rivista il 06/07/2016

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Santa Croce (2017-...), Verde Rivista

FARE $€ SCRIVENDO

I nuovi amici
(prima ristampa)

Nella giornata di mercoledì, senza alcun motivo apparente, ho iniziato a ricevere delle richieste d’amicizia. Quasi una richiesta al minuto. Facevo un passo nella stanza e spuntava una nuova richiesta. Quasi tutto il giorno è andata avanti questa storia, con richieste da persone mai viste né sentite prima, ma che dopo una breve analisi si rivelavano essere gente in carne ed ossa, dal momento che erano già amiche e amici di altri amici precedenti. Avevano foto profilo per lo più simili tra loro, vi comparivano libri o manoscritti. Li tenevano in mano. Stavano sui treni, guardavano da una parte o dall’altra, altrimenti posizionati di tre quarti come se qualcuno all’ultimo momento li avesse chiamati e loro si fossero voltati di scatto senza immaginare potesse esistere un mondo dietro di loro o qualcuno che di lì a poco avrebbe scattato loro una foto e un’espressione sul volto come a dire: embe? Era come se ci fosse qualcosa che io stesso non sapessi, su di me, in quelle richieste d’amicizia. Come se queste persone avessero scoperto qualcosa e fossero tutte là ad accanirsi nel chiedermi l’amicizia, cosa che io inesorabilmente concedevo loro. Continua a leggere

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Fogli sparsi, Santa Croce (2017-...)

L’umiltà

Quando ero un ragazzo molto giovane quasi un bambino si potrebbe dire (sebbene mi sembra che se io scrivessi “bambino” vorrei in qualche modo preventivo auto-assolvermi e l’ultima cosa che voglio al mondo è auto-assoluzione) quando fui un giovane ragazzo, una professoressa di cui ancora oggi ricordo il nome (Mantegazzin) ci assegnò il compito di scrivere una poesia e io lo feci plagiando alcuni versi di una nota canzone dell’epoca. Nota sì, ma per per mia fortuna non-nota alla professoressa Mantegazzin.

Così io divenni un poeta.
La professoressa Mantegazzin fu letteralmente entusiasta della mia poesia, mi diede un voto eccezionale e per giorni e giorni quando rientrava in classe continuava a ripetere un verso di quella mia poesia di ragazzo nonché canzone abbastanza in voga al momento.
E i miei compagni?
Come fu possibile che nessuno dicesse niente?
Forse a quell’epoca io ascoltavo musica diversa da loro, quindi nessuno riconobbe la frase del cantante nelle mie parole o più semplicemente: erano tutti impegnati a fare altro.
Qualche settimana dopo la professoressa Mantegazzin rientrando in classe mi chiese se volessi partecipare a un concorso di poesia per giovani poeti, io finsi di pensarci un po’ e poi le dissi di no.
Lei rimase molto colpita dalla mia risposta.
E fu così che io divenni umile e poeta.
All’inizio per finta, poi per davvero.

Spiaggia della Lecciona, 1 luglio 2020

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In fuga dalla bocciofila

Sieranevada | Titoli

È un buon periodo. È un ottimo periodo. Per tanti motivi, tanti che non sto qui ad elencare, neanche a nominare di sfuggitissima. Ma sono quelli che potete immaginare, che sono validi sempre, che sempre sono stati validi nella storia dell’umanità.
Va bene, cedo alla tentazione di dirli: una famiglia, un lavoro, una casa. Ma non è solo per questo che è un buon periodo. C’è anche questa cosa che se tutto va bene, salvo guerre o crisi economiche, presto uscirà un romanzo che ho scritto io. Il mio primo romanzo. Forse l’unico, chissà. Io di questa cosa sono così felice che mi viene da piangere. Continua a leggere

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Fogli sparsi

È quel periodo dell’anno

È quel periodo dell’anno
che è il più bello di tutti
specialmente di sera
che si va a dormire
e c’è ancora il piumone
e la finestra è aperta
come fossimo Hans Castorp
sulla Montagna Magica
ma senza la Montagna Magica
e senza la febbre.
Anche gli altri periodi
mi dico,
devono essere belli,
lo sono di certo
ma oggi mi sembra
che lo siano di meno.


(Poesia uscita su Perfect Magazine il 27/05/2020)

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Verde Rivista

I meteorologi di Fez

I meteorologi di Fez hanno fama di capirci nulla, due giorni di pioggia battente a sentire loro e Diana già stressatissima a pensare a tutta una serie di attività parallele – la terrazza del riad completamente sprecata quando in fondo mi è costata un sacco di soldi, dice – e poi invece sole, sole, qualche nuvola e ancora sole. Fosse per lei non usciremmo mai, vorrebbe stare sempre sulla terrazza a prendere il sole, forse in topless e bere prosecco, tutte cose altamente proibite, ma lei se ne frega e rischia l’incidente diplomatico internazionale forse la sharia a causa di due elettricisti che appaiono sul tetto a riaggiustare un condizionatore e lì siamo a un bivio per cui da una parte finisce in tragedia, forse ci sgozzano, forse prigione marocchina non esattamente in linea con i diritti umani, mentre dall’altra parte inizia il più classico dei film porno-esotico, ma invece per fortuna Diana velocissima si infila qualcosa addosso e riesce a raggiungere un’ulteriore terrazza nella terrazza dove l’occhio islamico non arriva. Continua a leggere

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