Fogli sparsi, Santa Croce (2017-...)

Quando si lasciano gli storici

Per G.T.

 

Ho un amico che di professione fa lo storico, anzi fa il professore di sostegno, ma ha studiato storia e non solo l’ha studiata come tutti, chi più chi meno, a scuola, ma anche all’università e anche una volta finita l’università, per anni e anni in cui noi suoi coetanei già lavoravamo nelle autofficine o nei negozi di telefonia. Ha pure ricevuto (intendo lo storico) dei soldi per quelle sue ricerche. Per questo io penso a lui come a uno storico e non credo sia scorretto il mio ragionamento. Continua a leggere

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Santa Croce (2017-...), Senza categoria

Sarà tornato … dalle ferie?

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Santa Croce (2017-...)

Racconto di Ferragosto

A bordo piscina la lettura del libro di Murakami è ostruita dai discorsi rancorosi di un tipo che avrà più o meno la mia età.
«Che età avranno secondo te?», ho chiesto a bassa voce a Diana.
«Uno faceva un qualche discorso generazionale, o mi sbaglio? Avranno trent’anni, anche se sembravano piuttosto trentasei».
Comunque entrambi con le gambe depilate, per capire il genere. Non che ci sia nulla di male, e in generale la depilazione è qualcosa come tante altre, magari se la metti in rapporto con il rubare o con la raccolta differenziata, vedi da te che è più importante che un uomo eviti questo o faccia quest’altro, e magari quei due, intendo i due a bordo piscina con gambe depilate erano dei grandissimi raccoglitori di differenziata quindi va da sé che certi discorsi che vorrebbero liquidarli solo perché amano avere le gambe lisce non reggono più.
«Oppure, potrebbero anche essere dei ciclisti», dico a Diana come a giustificarli, ma sono il primo a negare mentalmente quella possibilità perché non hanno assolutamente i fisici da ciclisti, ma solo i classici tamarri. Comunque Diana sembra riuscire a concentrarsi sul suo libro alla diciottesima ristampa (Elena Ferrante), «Che ne dici, quante copie faranno per tiratura?», mi domanda. «Quarantamila?» «Quanto fa quarantamila euro per diciotto?» «Sono un sacco di soldi». Insomma lei va avanti nella lettura, mentre io mi infrango nei discorsi dei due e mi perdo dappertutto il rassicurante tono di Murakami. Continua a leggere

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