Santa Croce (2017-...)

Spadino

per Luciano

Il parrucchiere soprannominato Spadino, di fronte alla mia richiesta di volermi far allungare i capelli, è rimasto interdetto, cosa non usuale per Spadino che è sempre un passo avanti e ha sempre una risposta, anche se spesso è una risposta stupida o che non ha attinenza con quello che si è detto prima. Lui risponde sempre qualcosa. Poi mi ha guardato e mi ha detto: «L’unica cosa sul capello lungo, per uno come te, è che c’è il rischio venga fuori il mosso». Questo ha detto Spadino, come se il mosso fosse una cosa sciagurata, una malattia rara o esotica. Io, che dentro quel salone tutto pomate e rasoi elettrici ho imparato a comportarmi come lui, gli ho risposto di non preoccuparsi troppo, che anche quella cosa l’avremmo superata insieme. Spadino mi ha guardato per capire se ero serio, poi ha sorriso perché ha visto che scherzavo alla sua maniera. Continua a leggere

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Santa Croce (2017-...)

Gioventù

Penso da ieri a questo concetto, se farne una poesia o soltanto un appunto, circa la mia giovinezza ormai passata e a come invece la spazzatura di quando ero piccolo ancora da qualche parte sopravvive.
La carta stagnola con cui mia madre avvolgeva la merenda ancora perfettamente integra in qualche discarica a qualche decina o centinaia di metri di profondità insieme alle cannucce dei succhi di frutta non degradabili. Forse, mi dico, anche qualcosa della mia giovinezza sopravvive, di tutte quelle giornate buttato sui prati dell’Area Pettini-Burresi a giocare, di tutte quelle ore e periodo della mia vita, da qualche parte in me o nella terra poco fuori città, di certo ancora sopravvive.

Scrivere queste poche parole su un quadernino sembrano l’atto di fronte al commercialista che ne attestano la veridicità.

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