Fogli sparsi, Malta (2011-2012)

Piattaforma Hegel o dell’astuzia della Ragione

 

Personaggi

Agostino: febbrile. Quasi trenta. Sa cosa è il tempo quando nessuno glielo chiede. Se interrogato non sa rispondere. Già, ma chi mai lo interroga? Il suo marchio di fabbrica è un accendifornelli che tiene alla cintura, come una pistola. Preferisce le tette ai culi. Ama la Francia, l’ornitologia, ricevere fellatio, le cose normali, che piacciono a tutti.

Celine: francese. Coinquilina archetipica, una Celine che io non conobbi mai, cioè quella appena arrivata in Italia. Che non parla o quasi l’italiano.

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Fogli sparsi, Malta (2011-2012)

La conferenza

La conferenza è partita lentina, dopo che già era iniziata in ritardo.
Ma queste conferenze che non trattano di scienze esatte possono e anzi devono cominciare in ritardo. Direi di più: che è un loro diritto. O per buttarla sul biologico, la loro stessa natura.
È cominciata lentina e io mi sono interessato ad osservare una zanzara che si posava sul collo dello spettatore che mi sedeva di fronte. L’ho osservata nel suo planare, nel suo posarsi sull’epidermide e nel suo perforarla. Nel suo ingrossarsi di sangue, nel suo mutare e questa metamorfosi è stata niente affatto lenta. Poi è volata via e io non sono intervenuto. Non sono intervenuto alla conferenza e non sono intervenuto a scacciare la zanzara. Continua a leggere

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Malta (2011-2012)

Pierna Putrìda (Gamba Marcita)

per G.C.G.

Pierna Putrìda non era mai stato un fenomeno a giocare a calcio. Da cui il soprannome. Si era nella Spagna di fine millennio e il soprannome si incollò a Pierna Putrìda come una seconda natura. Non che avesse davvero una gamba in decomposizione, ma si voleva piuttosto indicare e rimarcare, se poi ce ne fosse stato bisogno, il suo scarso valore calcistico. Pierna Putrìda alla fine non era una persona che si offendesse facilmente e lo capiva anche da sè, senza bisogno di tanti nomi, che non era propriamente quel gran giocatore che avrebbe voluto essere per poi giocare nei campionati di tutto il mondo ed avere donne da sogno e tutti i corollari. E non essere più Pierna Putrìda, pur continuando ad esserlo. Una rivalsa su quei compagni di calcio adolescenti che lo infamavano, ma che un po’ gli volevano anche bene. Perché volevano bene a Pierna Putrìda? Non perché fosse più buono di loro, ma perché era proprio come loro, che si immaginavano prima di dormire a quando sarebbero stati dei calciatori nella Liga e si addormentavano contenti. Continua a leggere

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