Fogli sparsi, San Niccolò (2015- 2017)

Waiting for Dan in S.M.N. Station

 

per Gianni Melotti

Uomo
dall’apparente
decenza, che raccoglie
da sacchi
d’immondizia il
domenicale
del Sole.

Benedetto Figliolo,
così ti chiamavamo nel cortile di Lettere,
attende su di un cubo pubblicitario.
Attende niente.

Poi la polfer è arrivata e mi ha chiesto il documento.
Mi ha registrato s’un telefono e s’un foglietto di carta. Poi, congedato.
Io volevo dirglielo che ero colpevole, d’esser borghese e della droga assunta nel pomeriggio. I treni in ritardo: avrei voluto spiegare loro che i treni sono tutti in ritardo. Che potendo scegliere sarei rimasto a casa a leggere Tolstoy.
Attendere niente, pure io.

La stazione di notte, la batteria che va giù, la zoppa che si allontana sotto il talamo (ma è solo il correttore automatico, volevo scrivere Talani), i trolley, la prossima pattuglia di carabinieri che si avvicina a me e a Benedetto.
Presto la batteria crollerà del tutto e allora cosa accadrà? Niente più guardare, solo tabelloni luminosi, zoppi, trolley trascinati senza ruote.

Avvertiamo la gentile clientela di non acquistare prodotti contraffatti e di segnalare la presenza di eventuali, eventuali poi, venditori abusivi.

Zoppa, Benedetto, dove andrete stasera dopo che vi butteranno fuori di qui?
Questa stazione è così bella, Pier Vittorio riposa in pace sotto queste lastre di marmo, i treni tutti quanti in ritardo, gli adolescenti, i trolley fanno il rumore di macchine fotografiche usa e getta.

Al binario nove ho visto delle suore, poi due punk, che tornavano dai fine settimana.
Evitare lo sguardo di Benedetto Figliolo, il mio unico obiettivo.

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San Niccolò (2015- 2017), Verde Rivista

Le americane a giugno hanno il volto color terra di Siena

Le americane a giugno hanno il volto color terra di Siena,
le magliette color pesca fluorescente servono a segnalarne la presenza agli automobilisti
e ad attrarre i maschi della loro specie.

Le americane a giugno hanno il volto color terra di Siena,
le sacerdotesse del Polimoda, vestite con lunghe tuniche nere, scivolano verso il tempio a celebrare i riti [e quasi mi distraggo, e quasi quel nero su cui non riflette la luce, che assorbe ogni frequenza, mi porta lontano, ma è un attimo].

Le americane a giugno hanno volti color terra di Siena,
i ciclisti in tutine aderenti si ritrovano ai lati delle strade, mentre il cielo gonfio di piogge tropicali annuncia acquazzoni che li coglieranno sulla via del ritorno.

Le americane a giugno hanno volti color terra di Siena,
io penso che questo fogliame in Piazza Tasso non basta, che ci vorrebbe la giungla, mentre scivolo dentro al bar della mattina bevendo il caffè numero due, la barista fa il test della patente e mi sorride perché è giugno e gli alberi non coprono abbastanza.

Le americane a giugno hanno il volto color terra di Siena,
è uscito l’album dei Radiohead e a quelli dell’albergo popolare non importa.
10 Maggio 2016, Firenze

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In fuga dalla bocciofila

Big Hero Six | Videogame

Il vicino di posto pakistano si è impossessato del bracciolo comune. Voliamo sopra i Balcani, in direzione sud-sud-est, meno cinque ore all’arrivo. La nostra compagnia aerea, tranne lo spazio, ci ha fornito quasi tutto: coperta, cuffie cuscino, calzini blu colore della compagnia e un kit di sopravvivenza con dentifricio e mascherina e tappi per le orecchia. Il cibo non è male, se ti piace il genere. A me piace, a Flavio e Walter no, perché qualcuno gli ha detto che non è buono. Anzi mi schifano mentre mangio tutto il menù beef. Poi però il dolce che gli ho offerto se lo sono mangiato, quei deficienti. Continua a leggere

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14 Maggio 2017, La cité  Continua a leggere

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Dedica

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Fogli sparsi, Racconti

La sparizione del gatto

Ha guardato sotto i letti, tutti, e sotto ai divani. Ha acceso anche la piccola torcia del cellulare e visto piccole sacche di polveri, ma nessun gatto.
L’altro gatto, quello non sparito, non accenna nessuna preoccupazione o empatia per quella mia ricerca inutile. Se il gatto è davvero scomparso forse l’altro presente dovrebbe dare dei segni, come a confermare l’eventualità? Non sono affatto sicuro, si ripete. Continua a leggere

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Fogli sparsi, Malta (2011-2012)

La conferenza

La conferenza è partita lentina, dopo che già era iniziata in ritardo.
Ma queste conferenze che non trattano di scienze esatte possono e anzi devono cominciare in ritardo. Direi di più: che è un loro diritto. O per buttarla sul biologico, la loro stessa natura.
È cominciata lentina e io mi sono interessato ad osservare una zanzara che si posava sul collo dello spettatore che mi sedeva di fronte. L’ho osservata nel suo planare, nel suo posarsi sull’epidermide e nel suo perforarla. Nel suo ingrossarsi di sangue, nel suo mutare e questa metamorfosi è stata niente affatto lenta. Poi è volata via e io non sono intervenuto. Non sono intervenuto alla conferenza e non sono intervenuto a scacciare la zanzara. Continua a leggere

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