San Niccolò (2015- 2017)

Appunti per un gradino di Santo Spirito

1

Vorrei essere una lesbica per amare una donna come la amerebbe una donna.

2

Suonatori zingari: superare l’imbarazzo facendo una richiesta musicale: besame mucho.

La sanno.

Sono contenti, te lo sei, tutti contenti così. Nel repertorio gitano non può mancare, insieme ad altri classici, tra tutti: bambolero.

3

Una ragazza giovane che si accompagna al padre e ad altri amici di lui –lei è una fricchettona, le è concesso– è una cosa bella di per sé.

4

Santo Spirito non porta da nessuna parte

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San Niccolò (2015- 2017), Verde Rivista

La mano

Nelle tasche dei nostri giubbotti cerchiamo una mano,
non sai quante volte nelle tasche noi cerchiamo una mano.

Tocchiamo un rettangolo di plastica dura e cerchiamo una mano,
a volte non troviamo la mano, è già nella mano.

Molte volte di giorno e di notte, noi cerchiamo una mano
la notte, la mano, è in carica e dorme, appoggiata a una sedia.

Nelle tasche dei pantaloni noi cerchiamo la mano:
che mano? La mano di chi, esattamente cerchiamo?

La mattina siamo soli nel letto e ci chiama una mano
è ora di alzarti, fai presto, canticchia la mano appoggiata a una sedia.

Ci sono dei giorni che nei nostri giubbotti noi cerchiamo una mano
dentro la tasca, felpata, impermeabile, vi stringiamo una mano.

Ci sono altre volte che la mano è una mano.
A volte, in campagna o di notte, la tua mano è una mano.

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San Niccolò (2015- 2017)

Alcantara

xblz-tessuto-alcantara-02a-jpg-pagespeed-ic-zfhf4vl_noLe piazze in cui giocano i bambini oggi.
Pingusto
Confcommercio
La Nazione.
Veicoli elettrici,
un tale fuma il sigaro,
rischiando il linciaggio dei tatuati.

E noi?

Noi che aspettiamo il sole scenda sul mercato delle pulci, mentre in una bottega di fine ottocento, un sarto cinese cuce le nostre toppe bordò alcantara, sui gomiti.

Le piazze in cui giocano i bambini oggi.

Torni dal bagno, andiamo verso casa.

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Racconti, San Niccolò (2015- 2017)

Una storiella buffa sullo shampoo

Mentre ero in doccia e pensavo a un certo livello che non sarebbe dovuta finire mai (il getto caldo era come aveva detto Diana: una forza purificatrice divina, come a dire letteralmente Dio, e non in modo figurato, ma in senso stretto) a un certo altro livello io pensavo che la cosa più rischiosa in casa mia era che shampoo utilizzare per lavarsi i capelli.
Sì.
C’erano alcuni shampoo in barattoli ampi, con colori appariscenti: quasi sempre quelli erano i miei shampoo e, quasi sempre, erano finiti. Nessuno li aveva buttati nella raccolta differenziata, nessuno si era accorto oltre a me che erano finiti, e quindi erano rimasti lì. Non era nemmeno la prima volta che quello shampoo me lo trovavo tra le mani e nessuno che aveva mai pensato a buttarlo via, tantomeno a ricomprarlo.
Il pensiero successivo era di ignorare ulteriormente la cosa e vedere fino a che punto poteva arrivare quella situazione.
Voglio proprio vedere. Continua a leggere

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San Niccolò (2015- 2017), Verde Rivista

A un passo dal cassonetto, a un passo da me

Mio padre ha questa fissazione per i robivecchi.
Mio padre è una persona sana, se così si può dire. Ha molti problemi irrisolti, a esempio non è una persona conciliata con il suo passato, oppure spesso si arrabbia, e quando si arrabbia è terribile, ma sono cose queste che fanno di lui una persona sana. Sembra un paradosso, ma è così. Detto meglio: io valuto che lui abbia dei problemi e delle caratteristiche negative, che non reprima la rabbia, che sia troppo critico etc. ma sono proprio queste cose che contribuiscono a fare di lui una persona retta. Continua a leggere

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