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Zanzariera 2018 – Un chant d’amour

Con la fine dell’estate si ripongono negli armadi o nei cassetti della casa non solo le pinne, il fucile e gli occhiali, ma anche tutta quella strumentazione che serve a sterminare le zanzare.

Sono i fornellini, siano essi a piastrina o i più recenti con il liquido, simbolo dei nostri anni che merita di essere considerato.

L’estate rappresenta di per sé uno scandalo, una sorta di terra promessa in terra, o domenica delle domeniche, o per lo meno lo è nel nostro immaginario. Le zanzare sono un principio di realtà, o anche un dazio da pagare. I fornellini ristabiliscono la promessa di felicità, o meglio la ristabilizzerebbero (al condizionale) dal momento che generano il cancro.

I fornellini rappresentano quello che in altre epoche era il famigerato DDT: roba che fa male, ma di questa cosa noi oggi come ieri ce ne freghiamo. Dovremmo per lo meno leggere il foglietto illustrativo, capire bene quei passaggi importanti, “areare abbondantemente la stanza”, etc. quando se va bene l’unica precauzione è aprire la finestra. Una volta a maggio inserito il fornellino nella presa elettrica l’atteggiamento più normale è lasciare la macchina accesa per mesi interi.

Passerà anche questa, passerà l’epoca dei fornellini e verranno nuovi strumenti più puliti a garantire il nostro sonno, ma sta quindi a noi poeti cantarli così da eternarli. Scrissi in questo senso alcuni anni fa un racconto di finzione intitolato Fornellini in stanze chiuse che parlava di pena di morte, felicità e soffocamento, ma non è questo che adesso volevo dire.

Volevo dire che quest’anno (estate 2018) è stato forse un anno di svolta per quelli della mia generazione perché abbiamo sacrificato il fornellino (lasciato in salotto, ad uso di eventuali ospiti sul divano-letto) per una zanzariera.

La zanzariera mi è stata suggerita dal mio ex-coinquilino Lapo, che ha avuto una figlia, Bianca. Più che suggerita da Lapo, che di certo non mi suggerisce come fare a vivere, non sapendolo lui per primo, è stato tuttavia Lapo ad attivare in me il desiderio di una zanzariera (dimmi cosa devo desiderare). Ho comprato senza pensarci un attimo, come ogni buon cristiano su Amazon, la mia zanzariera da 14 euro, che non ho dovuto nemmeno montare, ma solo lanciare sul letto a baldacchino (o per meglio dire la struttura dell’Ikea in metallo) di cui la casa in cui vivo è dotata. Bene.

Se non fosse che per qualche oscura ragione ogni mattina di questa estate io ho trovato dentro la zanzariera due o tre zanzare, gonfie di sangue, sangue principalmente mio, ché la mia fidanzata non attira il loro interesse.

Si potrebbe pensare per questo che la mia estate sia stata un inferno, invece non è così. Il solo fatto che avessi una zanzariera mi ha portato a non sentire le zanzare ronzare, causa di fastidio classico. La mia mente escludeva la possibilità delle zanzare e pertanto le zanzare non esistevano (potere della mente).

Inoltre al mattino mi svegliavo intorpidito, come drogato della leggera anestesia che le zanzare mi donavano in cambio del mio sangue, con un senso di malarica felicità.

È stata una bella estate, penso adesso mentre oscillo tra l’idea di piegare la zanzariera nel cassetto con il fornellino o buttarla direttamente via.

 

(Articolo uscito su Brentano.blog il 16 settembre 2018)

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