In fuga dalla bocciofila

Una nuova amica | Magari avesse il cazzo

La mia nuova amica fica mi ha domandato: «Ma te che ne dici dell’amicizia tra uomo e donna?»

E io ho pensato: No, ti prego non farlo.

E le ho detto: «Mah senti, non so bene che risponderti, in altri tempi della mia vita, all’epoca dei miei tatuaggi giovanili, per farti un esempio, avevo una posizione abbastanza netta al riguardo».

E le ho mostrato l’avambraccio dove si legge la scritta, in gotico e oro: SOLO FREUD.

Il Mago Sabbiolino, ho pensato, sta tornando a trovarmi.

Lei mi ha guardato con occhi di soriano, e ha detto: «E oggi che ne pensi, quindi?»

Quindi, ho pensato, quindi quindi quindi.

Ho detto: «Beh, oggi sono in una fase di riscrittura di tutta una serie di problematiche che un tempo avevo risolto e messo da una parte, tra cui l’annosa questione dell’amicizia tra uomo e donna. Che poi da là si innescava quel movimento di messa in dubbio complessivo al concetto di genere, dei sessi come qualcosa di rigido, codificato, e invece lasco. I generi non esistono davvero, esistono le persone».

Lei mi ha guardato e ha aperto lievissimamente la bocca, tanto che si riusciva a intravedere un incisivo, forse scheggiato.

Chissà se capisce, ho pensato, chissà se le piace farsi picchiare.

«Lo so che è difficile parlare di certe cose in questo posto, qui al Mercato Ortofrutticolo, dove i ruoli sono ben codificati e netti», le ho detto passandole una cassetta di verdura. «L’uomo uomo, l’uomo scimmia, l’uomo pene, l’uomo relitto. Ma pensa per esempio al Fornaio Gaio».
«A chi?» Ha detto lei corrucciando la fronte.
«Il fornaio dove a volte andiamo a pranzo, dai, quando il trippaio è chiuso, quella volta l’anno che ci vanno i Nas a fare le analisi del».
«Del?».
«Del colera».
«Ma ti riferisci a quel fornaio omosessuale..»
«Beh, è padre di due figlie splendide, un marito esemplare. Per quello che importa».

La mia nuova amica fica, giù al Mercato Ortofrutticolo, allora mi ha guardato ancora un attimo e poi ha continuato a fare le sue cose, come se improvvisamente fosse lontanissima, come se non venisse da Ponte a Brozzi tutte le mattine all’alba con il motorino, ma della Francia occidentale, da Bajonne la ventosa. Come se il colore delle sua labbra e odore di more di rovo Chiaverini fosse qualcosa di esotico, un prodotto di importazione che arriva dai tropici.

«Ma quindi, che c’entrava il Fornaio Gaio con la mia domanda?», ha fatto.

«Niente, era tanto per dire qualcosa. Che per come la vedo io le cose sono complicate, ecco tutto. Fosse il duemilacento, o duemila duecento, o il tremila, capirei, ma oggi i tempi non sono maturi, e io non mi sento pronto.
A meno che tu non abbia il cazzo. In quel caso potremmo anche essere amici».

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