In fuga dalla bocciofila

Non essere cattivo | Snob

C’è tutto un mondo segreto che regola le nostre azioni, il nostro fare o non fare qualcosa, il nostro muoverci silenziosi sotto notti piovose o nebbiose, attraversare ponti, scegliere il film che andremo a vedere al cinema la domenica pomeriggio allo spettacolo delle sette.

C’è un mondo segreto che noi non conosciamo e regola il nostro agire, un mondo che sono i nostri pregiudizi, i nostri occhiali, i nostri occhi, per cui questa domenica ci recheremo stancamente o meno con il cuore triste o lieto al nostro cinema affollato o deserto della domenica.

Questo mondo segreto, che poi così segreto non è, afferma che il nostro desiderio non sia nostro, ma determinato da qualcosa, da qualcun altro, dal nostro modello di riferimento, da un fratello maggiore, da un padre che non ci riconosce, dagli spot pubblicitari, da quello che abbiamo letto sulla domenica del sole alla fermata degli autobus, sulla tranvia andando a lavoro, o magari su mymovie, assolutamente sì, assolutamente no, no, sì.

Così oggi se ti trovi a scegliere un film da vedere al cinema, perché piove, la tua scelta non sarà libera. Se stai leggendo queste righe probabilmente il film che dovresti vedere in questo week end o in questi giorni, è Non essere cattivo e ti spiego subito il motivo.

Un regista di culto: tre film in tutta in tutta la sua carriera (che cazzo ha fatto per tutto il resto del tempo?).

Su wikipedia una pagina per lui, ma di solo sette righe.

Morto (ma come?).

Un cognome (vero?) figo.

Un film dove c’è droga, gli anni 90, musica anni 90, giubbotti jeans con dentro il pelo di cane, bomber alpha industries dentro arancione, giubbotti con scritto dietro JORDAN.

Recensione su Prismo.

Recensione di Francesco Pecoraro su facebook.

Limoncello, morti ammazzati, video poker.

Ma la verità è che io Non essere cattivo l’ho già visto, il giorno che è uscito. Perché sono snob, perché il mio agire non è mio, ma subisce condizionamenti, come per tutti (Il film a mio parere è bello e ben girato, a tratti commovente ma il finale non funziona per nulla. Gli ultimi venti minuti io non credo vadano affatto bene, ma di solito io non li capisco i finali, è vero).

Fatto sta che oggi piove e allora niente, tornerò al cinema, andrò a vedere quel noir cinese che ha vinto a Berlino l’anno scorso, Fuochi d’artificio in pieno giorno, o come hanno scelto di tradurlo. Perché sono un cazzo di snob, ecco tutto. Lo so che anche il mio agire è regolato da preconcetti, come per tutti quanti penso solo che il mio sia un po’ meglio degli altri.

Prima domenica di pioggia, i cinema si apprestano ad accoglierci.

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