Fogli sparsi, San Frediano (2013-2015)

Europa Web Assistant

Ho viaggiato che sarà un mese da Berlino a Pisa, con Rayanair. Questo volo lungi da essere un normale volo, è come una cartina di tornasole. Di molte cose.
Il mio posto era accanto a due persone che nei cinque minuti in cui non c’ero avevano già fatto amicizia. Così il volo si è svolto grosso modo con loro che parlavano ignorandomi e io a fianco che un po’ cercavo di ignorarli a mia volta leggendo un libro e un po’ ero costretto a ascoltare.
Se riporto questo dialogo è perché mi sembra che dica qualcosa di più vero sul lavoro e su come non sia possibile cambiare, mai.

Che ci vai a fare in Italia?

Il mio ragazzo sta là, vado da lui. Ci facciamo alcuni giorni assieme, poi io devo andare a lavorare all’isola d’Elba, sono una receptionist.

Ah. Il tuo ragazzo è italiano, te vai a fare la stagione all’Elba. E perché non vai subito all’Elba?

Mi hanno detto di andare a fine mese e così io vado a fine mese.

Ti hanno detto a fine mese. Di dove sei?

Di Lipsia. Vado a fare la stagione all’isola d’Elba, ma prima vado dal mio ragazzo.

Ah.

E te che facevi a Berlino?

Ero a trovare degli amici, dei vecchi amici.

E di che ti occupi?

Lavoro in un azienda di Livorno, mi occupo di web marketing.

Ah, bello! Poi si può sempre cambiare lavoro, eventualmente.

Sì, certo, sto cercando anche altre cose. Ma il lavoro che ho mi piace, sono già tre anni che lavoro in quella ditta, sono partito dal basso e ora… E invece il tuo ragazzo che fa in Italia?

Lui studia, è più giovani di me. Io ho ventotto anni, mentre lui ventiquattro. Studia per diventare professore di storia e lettere.

(Io allora iniziavo a convincermi che c’è qualcosa che non andava, e non era solo per la differenza di età, ma che la facoltà di storia e lettere è una classe di concorso che NON ESISTE, COSì CHE IL TUO RAGAZZO TI DICE CAZZATE)

Sì, lui adesso sta facendo il suo master, poi il TFA, poi chissà. Sì, io vorrei fare un bambino, ma lui è ancora uno studente, ho conosciuto la sua famiglia, lui vive a Montale, vicino a Firenze. Nella provincia di Pistoia. Io vorrei fare un bambino, ma come si fa di questi tempi, che non c’è lavoro, etc. Te hai bambini?

Sì.

Ah!

Sì, due bambini.

Ma non parli spesso di loro. Vivi con loro?

No al momento no. Non avrei mai voluto che le cose andassero così, ma ora stanno con la madre.

State vicini di casa?

Sì, vicino.

Ah, bene. E hai qualche foto dei tuoi bambini?

No, ho la fotocamera rotta, il cellulare non funziona bene, si stacca qui dietro.

Già. E quindi eri andato a Berlino a trovare degli amici.

Sì, dei vecchi amici, ho vissuto quattro anni a Berlino. Lavoravo nella ristorazione.

Ah, bella la ristorazione.

Sì, ma molto faticosa, è là che ho conosciuto questi amici, adesso tornavo a trovargli.

Capito. E come ci vai a Livorno quando arrivi a Pisa, con il treno?

No, ci sono degli amici, che mi verranno a prendere.

Degli altri amici.

Sì.

E fai il Web Assistant

Sì. Web Assistant. Prima lavoravo nella ristorazione.

Già.

Si può sempre cambiare.

Ecco dunque l’Europa e la sua storia: uno spacciatore che ingoia degli ovuli, una prostituta innamorata di un magnaccia post-adolescente e uno scrittore in crisi di idee, che nessuno prende in considerazione. L’estasi, le donne e il nulla.

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