Fogli sparsi

Il privilegio della scrittura

Abito in una strada silenziosa, in cui non passa mai nessuno, ma spesso le persone si fermano proprio sotto alla mia finestra per parlare tra loro. Oppure, se sono da sole, per telefonare a qualcuno. Non so perché accade, so solo che accade. Accade alle ore in cui io sono presente in casa, è ovvio e non potrei dire cosa succede quando non ci sono. Sarebbe possibile indagare, mettere magari delle telecamere e poi dopo ricontrollare, ma non è questo il punto.
Il punto è che le persone si fermano davanti alla mia finestra e là intrattengono delle lunghe conversazioni tra loro o con qualcuno che si trova all’altro capo del telefono. Il punto è perché loro si fermino proprio qui e non da altre parti nella strada.
Una risposta è perché questo è un punto piacevole della strada, la strada in cui vivo, pur non avendo niente di particolare. Il punto della strada silenziosa in cui vivo, infatti ha in questo punto preciso una luce particolarmente bella. Sarà a causa del palazzo dove vivo, che è chiaro, ma non bianco, così che in questo punto specifico si riflette la luce, ma non una luce accecante.
Potrebbe dipendere anche dal fatto che davanti alla mia finestra i palazzi sono leggermente più bassi, così che la luce arriva meglio, rispetto ad altri punti della strada. Ad ogni modo questo fatto della luce mi sembra, ora che ne scrivo, assolutamente arbitrario e poco sicuro, che determini in modo così evidente e direi preponderante la preferenza che i passanti accordano proprio a questo punto.
Un altro motivo possibile è che il punto dove c’è la mia finestra si trova circa alla metà della strada, così se qualcuno si trovasse a passeggiare già da un po’, in questo punto, forse potrebbe essere colto da un pensiero circa l’andare avanti oppure il tornare indietro e questa sospensione potrebbe di conseguenza essere sottolineata e enfatizzata con una pausa e una conversazione a riempire questa pausa. Come quando si cammina lungo il mare, sulla spiaggia, arriva un punto in cui si decide di tornare indietro, ma quel punto di fatto è un punto arbitrario e certo è preceduto da una sospensione, perché un punto e non il successivo? Ammetto però che questa spiegazione è comunque troppo elaborata per essere plausibile, sul perché la gente si fermi proprio davanti alla mia finestra.
Non c’è nessuna spiegazione, anzi una ci sarebbe, e il motivo per cui le persone si fermano proprio davanti alla mia finestra è perché qui ci sono io: non dico che si fermano per farmi un piacere o per farmi un dispetto, per riempire le mie giornate con i loro discorsi, ma loro si fermano, ripeto, proprio in questo punto perché ci sono io che le vedo, altrimenti non le vedrei e loro non si fermerebbero. Questo è il privilegio della scrittura.

10/7/2013

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