In fuga dalla bocciofila

Elogio del narcisismo

Già da alcuni giorni ripeto la stessa storia, a chi mi chiede come va, che fai, che si dice in giro: che i semafori funzionano meglio, non so se ci hai fatto caso anche tu.
Come dici?
Durano meno. Ad alcuni che mi chiedono spiegazioni dico che ho letto un articolo sul giornale, al mattino, on-line, in un bar. Un articolo che afferma che hanno sviluppato degli algoritmi (dico proprio così, algoritmi) perché esiste una branca ingegneristica che studia i flussi (dico flussi) dei semafori, la quantità di auto per metro quadro, chi e quando passa dove, e unendo tutti questi dati (sì, dati) e inserendoli in un programma apposito, gli ingegneri del traffico capiscono quanto deve durare il rosso esattamente. Per questo da qualche giorno a questa parte i rossi durano meno, cioè non è che davvero durino meno, solo che a noi sembra così.
Ti rendi conto quanto tempo abbiamo perso inutilmente?
Un sistema nuovo, ma niente di troppo complesso. Ti ricordi di quelle attese lunghissime aspettando che diventasse verde e nessuno che passava dall’altra parte?
Beh, dimenticalo.
La verità è che non ho letto proprio niente su nessun giornale on-line o cartaceo, ma è un pensiero che ho sviluppato autonomamente mentre aspettavo a un semaforo rosso e me ne sono convinto. Però adesso è passato del tempo e io non so più se sia vero, cioè se in effetti sia solo una cosa buffa che ho pensato oppure no, se sia vero.
Altre cose nella mia vita funzionano così. Una di queste è il narcisismo.

Quando ero un ragazzo ero un vero narcisista, o almeno credevo di esserlo o qualcuno mi disse: in questa stanza, stasera a questa festa con moltissime persone, ecco il più grande narcisista qui dentro sei tu. E io gli diedi ascolto. Cominciai quindi a studiare l’argomento per sapere meglio come difendermi da certe serate. Erano gli anni dell’università. Io studiavo filosofia in una ripida strada trafficata e così approfondii l’argomento narcisismo, dando per scontato che lo fossi (in fondo non era quello il punto, l’argomento era valido come lo poteva essere un altro). Giunsi ad alcune conclusioni ovvero che il narcisismo era un fenomeno alquanto diffuso nella nostra società, ma non era solo un fenomeno recente, anzi, esisteva già da tanto tempo. Forse fin dai tempi di Gesù Cristo.
Fare i miracoli non è in fondo una forma di narcisismo? scherzavamo in facoltà davanti alle macchinette del caffè. Altri sostenevano, e io mi accodai a questi pensatori, che il vero o sommo narcisista non fosse chi si sentiva bello e bravo, ma chi negava ogni bellezza e ogni bravura, e così facendo affermava sé stesso. I negatori del narcisismo erano i maggiori narcisisti. E quindi io capii che era proprio la persona alla festa che una sera mi disse in quel modo a essere narcisista, e neanche lo sapeva.

Oggi. Una domenica di inizio estate. A un pranzo recente qualcuno tira fuori dopo tantissimi anni che io ho fondamentalmente pensato ad altro e passato il tempo dietro altre cose, il vecchio tema narcisismo.
Eccolo qua il più grande narcisista della nostra generazione, sei tu! mi dicono.
Come?
Sei sempre il solito! Ecco a voi il vero Simone Lisi.
Io? rispondo incredulo. Ma no. Non direi. E me lo dici proprio tu che hai studiato filosofia? Semmai sei tu, il narcisista, che lo neghi.
Allora si levano critiche feroci contro di me: certo che non hai capito niente della persona che hai di fronte se dici in questo modo, mi dicono. Tu di certo lo sei, narcisista, ma chi ti ha chiamato così io lo conosco bene e non lo è proprio per nulla. Anzi, quanto e come ha sofferto della sua bellezza. A differenza tua.
Resto seduto con un sorrisetto sciocco al tavolo della domenica, senza niente con cui replicare. Ultimo autentico narcisista rimasto in città. Estremo baluardo del narcisismo.
Ed eccomi adesso fermo a un semaforo che torno verso casa, di notte. Penso a come le cose funzionino meglio di un tempo. Ancora non proprio perfettamente, la tecnica ingegneristica dei semafori può ancora migliorare, mi dico, ma siamo sulla buona strada. Poi mi guardo intorno con aria circospetta e decido, già che da troppo tempo sono fermo e nessun veicolo si vede all’orizzonte. Do gas e attraverso il semaforo col rosso.

(Racconto uscito su In fuga dalla bocciofila il 21 giugno 2019 con il titolo Selfie | Elogio del narcisismo)

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