In fuga dalla bocciofila

Marguerite e Juliene | L’unico amore possibile è quello incestuoso

Mi ha spiegato Vinicio, dopo aver fatto tutta una lunghissima sparata sul significato della pornografia, secondo cui quello che noi in verità ricerchiamo nei porno non sono tanto le tette, la sborra in the face, le segretarie, le adolescenti bagnatissime, gli scolli larghi da cui intravedere un capezzolo, No, quello che noi ricerchiamo nel porno è sempre e solo una cosa:

è il cazzo

E dopo mi ha guardato negli occhi e spiegato, sempre Vinicio, che in verità l’unico e il più alto amore possibile è l’amore incestuoso perché trascende le dinamiche di possesso borghese per travalicare invece nel suo concetto opposto che sarebbe a sentir lui il puro e semplice concetto di appartenenza.

Il due che si fa uno, ho biascicato io, approvando quello che diceva.

Shhh, taci, che ne vuoi capire tu, mi ha detto Vinicio.

Noi che tramite l’incesto ci posizioniamo nel luogo lasciato vuoto da Dio, ho pensato io.

Dio, ha continuato come se avesse sentito i miei pensieri, come sai bene non esiste più, ma non per questo tutto è concesso: solo quello che non intacca la proprietà, ma allora mi dirai tu: che c’entra l’incesto? Che male c’è se trombi tua sorella, o tua madre? Quale proprietà intaccheresti?

Spiegamelo tu Vinicio, ho detto io, visto che il tema mi sembra pertinente.

Mi ha spiegato Vinicio che l’incesto crea un problema che è squisitamente nominale,

Ah Wittgenstein, ho detto io.

Shh, fa silenzio demente,

mi ha interrotto subito Vinicio, pensa a come si chiamerebbe il figlio nato da te e da tua madre? Lo vedi che manca completamente una ridda di nomi capaci di chiamar le cose? Pensa che lo spettro delle malattie genetiche, se si debellano tramite la scienza, e te lo giuro caro mio che le malattie genetiche si supereranno, ecco una volta traghettati da questo lato, si lascia aperto il campo a una pratica di fatto normalissima, naturale, dolcissima,

carinissima

Vinicio, ho chiesto io, ma quindi quello che tu fai con zio e che mi costringi a guardare è tutto un fatto politico, una questione di critica a un ordinamento cristallizzato ma non fondato su nulla?

Non capisci, sei proprio tarato, mi ha detto Vinicio, va ora a chiavar la tua matrigna bis-zia, dacci dentro, non farmi vergognare di esser tuo padre, nonno e cugino.

E così io sono andato nel salottino e ho preso a scopare quella donna a cui sono legato per vincoli di sangue e una relazione assai incerta.

Mi ha spiegato Vinicio prima che fosse notte, che Dio non esiste, che tutto è permesso tranne ciò che danneggia la proprietà privata: ma ricordati che qui a casa nostra abbiamo il diritto di far come ci piace, siamo una famiglia rispettabile.

Mi ha spiegato Vinicio, e io mi sono convinto della giustizia delle sue parole, che la mia famiglia, a voi forse non piacerà, ma non l’ho di certo scelta io, e che

comunque è la mia.

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